La caduta del muro di Berlino

Perché è caduto il muro di Berlino? Storia e motivi della fine di uno dei più vergognosi simboli di divisione del XX secolo.

Storia della caduta del muro di Berlino

9 novembre 1989. Bisogna ammetterlo, certe date ci segnano. Giorni che  magari non abbiamo nemmeno vissuto, giorni in cui l’umanità ha scelto nuove direzioni. Il 9 novembre di 26 anni fa, furono i tedeschi a scegliere; furono gli abitanti di Berlino (e non solo) a scagliarsi contro quel muro, che aveva loro insegnato ad essere divisi per ben 28 anni, ad avere paura di una cosa così semplice come una brutta e scarna parete. Tuttavia, affinché i berlinesi, da ovest ad est, si ritrovassero tutti insieme dopo la caduta del muro, picconi in mano, a riguardarsi negli occhi, fu necessario il verificarsi di una determinata congiuntura, frutto di una dittatura morente, di fraintendimenti, ed istintivo desiderio di libertà.

La favola del burocrate e della conferenza

Fu una giornata convulsa, dalle dinamiche peculiari, ma ben note. Possiamo immaginare addirittura di averla vissuta, magari nei panni di un operaio della Germania Est che non vede il fratello da quasi trent’anni, che cerca sempre di evitare le strade che portino troppo vicino a quell’obrobrio conosciuto da tutto il mondo come muro di Berlino. Eravamo al culmine di un periodo di crisi della Germania Est che coincideva pressappoco con la crisi di tutti i regimi orientali posti in essere (o controllati) dai sovietici. Certo, Günter Schabowski, funzionario della cosiddetta Repubblica Democratica Tedesca era ben consapevole di questa crisi, ma non avrebbe mai immaginato che la sua titubanza nel rispondere alle domande postegli durante una singola ed insignificante conferenza stampa da quattro giornalisti (tra cui un corrispondente italiano per Ansa) potessero avere conseguenze tanto letali per il regime per cui egli stesso lavorava. Incalzato dai cronisti (e probabilmente con la consapevolezza che le cose stavano per cambiare), Schabowski asserì che erano state discusse nuove norme per viaggiare da est ad ovest. Voi magari eravate immersi nella vostra routine, inconsapevoli che una delle gaffe più importanti del secolo stava per consentire la possibilità, per voi e vostro fratello, di potervi abbracciare di nuovo.

Oggi come oggi, una dichiarazione del genere non farebbe molto clamore; ma nell’autunno berlinese del 1989, tempestato da proteste, all’interno di un clima di decadenza generale del regime di Germania Est, nel quale ebbe luogo (in ottobre) la manifestazione di piazza più imponente degli ultimi 40 anni, con ben 250 mila persone, ed il cui leader, Erich Honecker, aveva recentemente rassegnato le dimissioni,  poche incerte parole sulla possibilità di scenari futuri nel quale i collegamenti fra le due Berlino potessero ritornare ad essere realtà, ebbero probabilmente l’effetto del primo tuono che annuncia l’arrivo del temporale. Fu il segnale: il muro di Berlino era destinato a cadere.

I fraintendimenti che generarono la valanga

Infatti, l’annuncio stuzzicò la capacità interpretativa dei giornalisti ivi presenti. A seguito della conferenza, molti titolarono che il muro sarebbe stato riaperto da lì a poco, e che sarebbe stato possibile varcare l’odioso confine senza passaporto. Per migliaia fu il segnale: ammassati sulle due sponde dell’invalicabile rivolo di grigio cemento che attraversava la città, pressavano e aspettavano, di fronte alle guardie sconcertate, incapaci di fronteggiare la situazione. Voi, distratti dalla monotonia del solito tram tram, probabilmente in un primo momento non vi chiedeste nemmeno perché vi fosse tanta agitazione quel giorno, ma una volta presi dalla la curiosità, sentiti dei sussurri, e poi le voci vi hanno dato speranza, con ancora indosso la casacca da operaio, vi siete fatti trasportare dal fiume umano nella direzione del muro.

Un’unica città: la riunificazione della Germania e di Berlino

Fino a quel momento tutto procedette senza intoppi verso l’evento che avrebbe segnato una generazione.. in un modo o nell’altro! Perché se le guardie quel giorno non avessero abbassato i fucili (magari vi siete visti puntare contro la canna del mitra), forse oggi parleremmo di una sanguinosa giornata di repressione anziché della giornata in cui gli abitanti della stessa città poterono riabbracciare i loro fratelli. Ogni anno, il 9 Novembre, sapete che molti vanno alla East Side Gallery, per celebrare la caduta del muro di Berlino.