Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa è nato per commemorare le vittime della shoah, dal 3 luglio del 2009 con una modifica di legge del Bundestag sono state riconosciute come vittime del nazismo anche alcune categorie di persone perseguitate come Sinti, Rom e omosessuali (ai quali è stato anche dedicato un monumento denominato Memoriale ai Sinti e Rom).

La sua collocazione è strategica: si trova infatti in un lembo di terra dimenticato da tutti, lungo una sezione del Muro, poco distante dalla Porta di Brandeburgo.

In tedesco si chiama Denkmal für die ermordeten Juden Europas e significa Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa.

Monumento Shoah BerlinoNella parte sotterranea c’è un Centro Informazioni accessibile mediante due rampe di scale o da un ascensore, si trova nella parte sudorientale. Negli 800 mq sono contenuti tutti i documenti che riguardavano le vittime dell’Olocausto, testimonianze e immagini che rimangono scolpiti nella memoria e che sono la prova che quanto accaduto non è frutto dell’immaginazione di molti. Il territorio tedesco caratterizzato dalla presenza di luoghi della memoria, ma il monumento all’Olocausto di Berlino è il più importante.

I lavori per la sua realizzazione sono durati ben 17 anni, e molto suggestivo il selciato con gli stolpersteine ovvero delle “pietre per inciampare”, targhe commemorative.

Il memoriale all’Olocausto

L’opera è stata progettata dall’architetto Peter Eisenman e si compone di 2711 blocchi di cemento disposti come se si trattasse di un cimitero. Aperto sia di giorno che di notte, l’ingresso è libero per avventurarsi in questo labirinto della memoria quando si vuole fermarsi per riflettete. Il memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa è stato inaugurato nel 2005 ed è come un libro di storia vivo che si può leggere attraversando le sale del centro sotterraneo, una struttura simile a quella del memoriale della Shoah a Milano.

La prima sala riassume i fatti dal 1933 al 1945, la sala delle dimensioni invece è dedicata a 15 testimonianze di donne e uomini tra cui lettere e messaggi lanciati dai treni che li conducevano ai campi di sterminio; la sala delle famiglie invece racconta le origini e gli stili di vita delle famiglie ebree, in quella dei nomi invece non c’è niente, ma solo delle immagini dove scorre la biografia di alcune delle vittime, una lista incompleta il cui tempo di lettura è stato stimato in 6 anni, 7 mesi e 27 giorni. Infine la sala dei luoghi dello sterminio e il portale informatico dove si può essere aggiornati su tutte le manifestazioni che si svolgono per onorare le vittime dell’olocausto, nonché le attività dei centri di ricerca.