Il cielo è azzurro sopra berlino

Ancora oggi, da qualche parte tra gli spalti dell’Olympiastadion di Berlino risuona il grido di gioia del cronista Marco Civoli, “Il cielo è azzurro sopra Berlino!… la frase che coronò la notte magica del 9 luglio 2006.

“è finita! è finita! è finita! è finita! Il cielo è azzurro sopra Berlino! Siamo campioni del Mondo!

Fabio Grosso era stato da poco inquadrato, imperlato di sudore e con la tensione a mille, con gli occhi di più di 74 mila spettatori puntati addosso e la consapevolezza che chi lo guardava da casa non l’avrebbe perdonato a lungo uno sbaglio da lì. Ma lui dagli undici metri non tradì; e non passarono che pochi secondi dal rigore più liberatorio a cui la nostra generazione abbia potuto assistere, che il cronista della Rai sancì con questa frase memorabile uno dei momenti più belli del calcio italiano.

Dalla finale di Berlino alla creazione di un must!

Una frase che è già  storia! Riutilizzata ogni volta che vi fosse (o non vi fosse) la necessità  di ricordare la finale di Berlino, ripresentatasi su titoli di giornali, social network, documentari e chi più ne ha più ne metta; parole che hanno dato il titolo ad alcuni libri ispirati a quella notte, come quello scritto da Fabio Amaro e Massimo Lopes Pegna (titolato per l’appunto “il cielo è azzurro sopra Berlino”).

Sono passati ormai più di 9 anni, ma un italiano all’interno dell’Olympiastadion non può che ricordarsi di quella frase.

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