Ponte di Glienicke

Ponte di Glinicke

Ponte di Glienicke, l’attore inanimato de “Il ponte delle spie”

Il Ponte di Glienicke è un piccolo ponte, ma con una grande storia: situato tra Berlino Ovest e Potsdam, fece parte non solo della Cortina di Ferro (vedi Muro di Berlino), ma venne usato anche come luogo per lo scambio di spie tra il blocco orientale e l’ovest.

L’attuale costruzione in acciaio, risalente al 1907, fu edificata quando diventò necessario aprire il canale e abbattere il precedente ponte in pietra per permettere il passaggio del traffico navale.

Il ponte Glienicke diventò in breve uno dei ponti più trafficati della Germania.

Questa situazione cambiò dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: trovandosi tra il settore americano e la zona di occupazione sovietica intorno a Berlino Ovest, il ponte fu chiuso al traffico.

Poteva essere attraversato solo con un permesso speciale. Dal 1953 invece, con l’inasprirsi dei rapporti tra le due Germanie, venne chiuso completamente ai civili e solo il personale militare autorizzato poteva usarlo.

Questo almeno dal lato di Berlino Ovest, perché dal lato della DDR non era nemmeno permesso avvicinarsi ad esso, a meno di non possedere un lasciapassare speciale.

La testa del ponte, situata a Potsdam, era fortificata con enormi blocchi stradali di cemento, postazioni di mitragliatrici e barriere, mentre il bordo su entrambi i lati divenne parte del Muro di Berlino.

Ponte di Glienicke: perché è famoso?

Il Ponte di Glienicke è famoso perché, durante la Guerra Fredda, venne scelto dai super poteri avversari per spettacolari scambi di spie, anche se questi scambi si verificarono soltanto in tre occasioni.

Il primo venne fatto nel 1962 quando Francis Gary Powers, un pilota americano, venne rilasciato in cambio di Rudolf Abel, che allora era considerato la migliore spia del KGB sovietico.

Il terzo, e ultimo scambio, avvenne nel 1986 e riguardò un numero più elevato di persone.

La tensione generale delle poche persone presenti agli scambi, unita al nervosismo provato dalle spie perché, durante l’attraversamento della linea bianca, che segnava il confine ufficiale, avevano gli sguardi di tutti puntati su di loro, diventò leggendaria al punto che, nel 2014, il regista Steven Spielberg decise di realizzare un film sul Ponte di Glienicke e sul primo scambio di spie, che coinvolse Francis Gary Powers e Rudolf Abel.

La pellicola uscì poi nel 2015 con il titolo di Il ponte delle spie. Il nome con cui, neanche a dirlo, il Ponte di Glienicke era già entrato nella cultura popolare dopo la fine della Guerra Fredda e la caduta del Muro di Berlino.

Il ponte delle spie: il film con Tom Hanks

Il ponte delle spie

Il ponte delle spie

Tom Hanks, nel film Il ponte delle spie, interpreta James Donovan, un avvocato affermato di Brooklyn che, suo malgrado, si ritrova a dover sostenere la difesa di Rudolf Abel.

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Dopo un inizio abbastanza freddo, i due instaurano un ottimo rapporto e Donovan decide di rappresentare al meglio Abel.

Riesce ad evitargli la pena di morte, ma quando la condanna a 30 anni di carcere solleva grandi polemiche, l’avvocato decide di appellarsi alla Corte Suprema, ritenendo che il suo cliente non abbia ricevuto un giusto processo.

Questo parere, nel tempo dello spionaggio e della Guerra Fredda, scatena non solo molte polemiche, ma anche minacce contro l’avvocato e la sua stessa famiglia.

La situazione però si sblocca quando i sovietici catturano Francis Gary Powers e dichiarano di essere disposti a scambiarlo con Rudolf Abel.

Donovan quindi, nel massimo riserbo, si recherà a Berlino, dove non solo riuscirà ad orchestrare lo scambio sull’appartato e discreto Ponte di Glienicke, ma anche ad ottenere la liberazione di Frederic Pryor, uno studente di economia accusato ingiustamente di essere una spia e detenuto dalla Polizia della Germania Orientale, presso il Checkpoint Charlie.

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