Campo di concentramento Sachsenhausen

Solitamente nelle guide che parlano di Berlino non viene mai citato il campo di concentramento di Sachsenhausen che si trova a Nord di Berlino e che è raggiungibile tramite la metropolitana sub-urbana (linea S1) alla fermata di Orarienburg e successivamente tramite un bus speciale che ferma proprio vicino al campo di concentramento.

Il nome attuale del campo è Gedenkstätte und Museum Sachsenhausen.

Sachsenhausen era un campo di concentramento dove tantissime persone venivano deportate e costrette a lavorare in condizioni disumane. La struttura è stata praticamente distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma alcune parti come ad esempio la torretta ed i sotterranei sono rimaste intatte, mentre la parte distrutta è stata ricostruita e convertita in una zona museale.

Trovo che Sachsenhausen sia una tappa obbligatoria per coloro che visitano Berlino e i dintorni, quindi prova a ritagliarti una mattinata per andare a visitare Sachsenhausen ed il museo interno.

Dove si trova Sachsenhausen

Il campo di concentramento Sachsenhausen si trova vicino Berlino, a 35 chilometri a nord della città, nel comune di Orianenburg. Il campo di concentramento di Sachsenhausen è un sito che testimonia gli orrori della Seconda Guerra Mondiale ad opera dei nazisti, uno dei campi più grandi di tutta la Germania. Esso è stato utilizzato dal 1936 per i prigionieri politici fino alla fine del Terzo Reich, avvenuta nel 1945.

Particolari da vedere nel campo di concentramento

Prima di varcare l’ingresso del campo, sulla destra vi è un memoriale che contiene reperti e testimonianze sulla storia del campo.

L’ingresso del campo è rappresentato da un cancello, con la scritta «Arbeit macht frei», la triste epigrafe che significa “il lavoro rende liberi”.

Il campo di concentramento di Sachsenhausen era ritenuto un esempio per tutti gli altri campi in cui venivano deportati i prigionieri, sia per la sua efficiente struttura architettonica che per il trattamento che veniva fatto subire ai prigionieri stessi.

Inizialmente il campo era a struttura triangolare, con delle torrette di guardia, dalle quali fosse possibile controllare ottimamente tutta l’area. Quando i prigionieri aumentarono si allargò la struttura, ed è diventata così come la si ritrova ora.

Il 22 aprile del 1945, i 3000 detenuti del campo, che non furono costretti dalle SS ad una marcia forzata verso est per l’evacuazione, visto che stava arrivando l’Armata Rossa, furono liberati dall’esercito polacco. Per tutti gli altri invece, quella fu la marcia della morte.

Quante persone morirono

Nel campo morirono circa 12mila persone a seguito delle condizioni disumane e delle torture subite dall’esercito nazista. Fame, malattie, maltrattamenti, lavoro forzato o vittime delle esecuzioni da parte dei soldati nazisti, così trovarono la morte decine di migliaia di persone, ritenute inizialmente come oppositori politici del nazionalsocialismo, poi anche persone biologicamente inferiori.

Sachsenhausen dopo il nazismo

Alla fine della guerra, i russi si appropriarono del campo e lo dichiararono come Campo speciale n.1. In pratica si trattava di un altro lager di internamento, dove stavolta furono rinchiusi soldati tedeschi considerati anti-comunisti e collaboratori nazisti. Il campo fu chiuso definitivamente nel 1950.

Nel 1956 il campo viene pianificato come monumento nazionale. Nel 1961 apre il Museo Nazionale di Sachsenhausen con un obelisco in memoria delle vittime del campo, Renè Graetz scolpisce la scultura denominata “Liberazione”. Nel museo sono esposte opere d’arte create dagli stessi prigionieri durante la reclusione, oltre ad immagini, ricostruzioni di modelli in scala, documenti e testimonianze che fanno conoscere quella che era la durissima vita nel campo. Il luogo della memoria e il museo appartengono alla Fondazione per i monumenti di Brandeburgo.

La visita al campo di concentramento

Nella visita a Sachsenhausen, si attraversano luoghi e spazi intrisi di dolore e cattiveria dell’uomo contro l’uomo. Si passeggia tra le baracche, lungo i corridoi in cui hanno perso la vita moltissimi prigionieri. Vari immobili sono ricostruiti, come alcuni capannoni e le torri di guardia.

Il capannone 38 è adibito a museo, in cui si possono conoscere le condizioni di vita dei tanti ebrei rinchiusi nel campo. Nell’edificio delle torture, si imprigionavano i prigionieri ritenuti i nemici più importanti.

Nei capannoni adibiti ad infermeria invece, si eseguivano esperimenti sui prigionieri oppure si facevano loro subire mutilazioni ed interventi chirurgici su basi mediche completamente infondate.

Venivano anche iniettati virus o sperimentati farmaci, per verificare poi le conseguenze direttamente sui corpi dei prigionieri. Molti deportati furono sterilizzati, il tutto senza alcuna possibilità di ribellione e nella totale contrarietà dei pazienti stessi. Nel cortile del campo si praticava l’impiccagione.

Il campo di Sachsenhausen è visitabile tutto l’anno, sono disponibili anche visite guidate.
L’entrata è gratis.

Nella città di Berlino sono presenti anche altri siti che commemorano tutti coloro che hanno subito le deportazioni nei campi di concentramento.

Uno è il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa e l’altro è il Museo Ebraico di Berlino.

Come raggiungere Sachsenhausen

Il campo si trova all’indirizzo Str. der Nationen 22, 16515 Oranienburg, Germania.

Dalla stazione Haupbahnhof di Berlino prendi il treno regionale RE5, l’ultima fermata è Orarienburg. Qui prendi il BUS 804 (fermata Malz, Hanker) e scegli alla fermata Sachsenhausen, Gedenkstätte.

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